Edizione di mercoledì 19 settembre 2018 | Notizie Fan - Redazione - Contatti - Note legali

Zika: via ai test del vaccino su pazienti umani. Zikv-117, un potente anticorpo

Via ai test del vaccino contro il virus Zika su pazienti umani. Ad annunciarlo il National Institute of Health americano. Sarà somministrato a 75 individui di età compresa fra i 18 e i 49 anni. Bisogno urgente di un vaccino sicuro ed efficace

Zika: via ai test del vaccino su pazienti umani. Zikv-117, un potente anticorpo

La corsa per la ricerca di un vaccino sicuro ed efficace contro il virus Zika non si ferma. Cè bisogno urgente di una cura. Il virus Zika continua a diffondersi e causare seri problemi. «Abbiamo bisogno urgente di un vaccino sicuro ed efficace, visto che il virus Zika continua a diffondersi e a causare serie conseguenze per la salute pubblica, soprattutto per donne in gravidanza e neonati», ha dichiarato Anthony Fauci, direttore dell’Institute of Allergy and Infectious Diseases. Il National Institute of Health americano, che coordina il progetto insieme al Dipartimento della Difesa, ha dato il via ai test del vaccino su pazienti umani.

Il rimedio è ottenuto dal virus inattivato, reso cioè incapace di replicarsi e di infettare l’uomo, e sarà somministrato a 75 individui di età compresa fra i 18 e i 49 anni. I pazienti che si sottoporranno, verranno divisi in 3 gruppi. Il primo riceverà due dosi di vaccino e un placebo a distanza di 28 giorni, mentre gli altri due testeranno, oltre a quello contro Zika, anche il vaccino per l’encefalite giapponese e per la febbre gialla.

Zikv-117, un potente anticorpo
Un anticorpo riesce a bloccare l’infezione del virus Zika sia nei feti sia negli individui adulti. Lo dimostra l’esperimento condotto sui topi e descritto sulla rivista Nature dal gruppo della Vandebilt University coordinato da James Crowe. Con il nome Zikv-117, l’anticorpo fa parte di un gruppo di anticorpi umani isolati nei globuli bianchi di tre persone che erano state infettate dal virus. Nei test alcuni topi hanno ricevuto l’anticorpo prima dell’infezione e altri dopo e in entrambi i casi la quantità di particelle di virus in circolazione nell’organismo è stata ridotta sia nelle madri che nei nati, si sono registrati anche meno danni alla placenta e i feti sono cresciuti meglio.