Edizione di mercoledì 19 settembre 2018 | Notizie Fan - Redazione - Contatti - Note legali

Tutto il mondo è paese anche nel gioco: ma anche l’approccio è lo stesso?

Tutto il mondo è paese anche nel gioco: ma anche l'approccio è lo stesso?

Non vi è ombra di dubbio che tutto ciò che ruota intorno al gioco d’azzardo ed alle slot machine gratis comporta questioni e caratteristiche simili in ogni parte del Mondo ed i comportamenti tra i diversi popoli e le diverse Nazioni racchiudono similitudini che si riscontrano tra “quei” comportamenti e “quelli dell’italico territorio”. E questo vale per le attitudini dei giocatori, ma anche per le reazioni che il settore ludico suscita tra la normale popolazione, nella politica e nei media. È evidente che in tutto il Mondo esiste una parte di cittadinanza “propensa” al gioco e quella, invece, benpensante cui il gioco non piace affatto: come esistono, ovunque, movimenti di protesta contro la “legalizzazione del gioco d’azzardo” che tentano di frenarne il processo legislativo, oppure di reprimerne e limitarne gli sviluppi una volta che il mercato in quei Paesi, lontani o vicini che siano al nostro, sia andato a consolidarsi nel tempo. Certamente, vi saranno sfumature che si possono far risalire alle particolarità dei territori ed alle relative culture. Ma, indubbiamente, è anche interessante valutare le altre similitudini che si riscontrano nei Paesi in cui il gioco non è stato ancora regolamentato (l’illegalità e le economie sommerse assai floride e, sopratutto, la totale assenza di tutela per i giocatori): come è opportuno soffermarsi sui tratti che accomunano la situazione delle industrie di gioco del nostro Paese a quelle degli altri mercati più sviluppati.

Tra tutti, i Paesi più “avanzati nel gioco” sono il Regno Unito e la Spagna che continua a rilevarsi una terra assai più liberale e meno assoggettata a “speculazioni ideologiche” sul fenomeno del gioco d’azzardo. La Spagna è un Paese dalla moralità diffusa, ma il tema del gioco problematico è un fenomeno che viene affrontato da sempre con una serie corposa di attività che spaziano tra quelle politiche, sanitarie ed istituzionali.

Anche il Regno Unito, dove la regolamentazione del gioco è senza dubbio tra le più avanzate del mondo, affronta la problematica del gioco patologico in modo oltremodo concreto, nonostante ultimamente si stiano rafforzando numerosi movimenti di protesta che trovano riscontro anche in Parlamento, dove esiste una richiesta trasversale di intervento per limitare la diffusione dei giochi sopratutto indirizzato alle Fobt, apparecchi da intrattenimento più spinti rispetto alle famigerate slot machine ed analoghi alle italiche Vlt.

Eppure, se superficialmente si può notare che esistano similitudini alla situazione che esiste nel nostro Paese, praticamente bisogna dire che le differenze esistono e sono alquanto evidenti. Tutte, però, possono essere ricondotte all’approccio che viene applicato nei confronti del gioco, sia da un punto di vista politico ed industriale, ma sopratutto nella protesta e, quindi, nei vari dibattiti che coinvolgono il gioco.

Tanto in Spagna come nel Regno Unito il Regolatore del mercato viene rispettato e riconosciuto come Autorità nel senso più ampio del termine, essendo un autentico rappresentante dello Stato: cosa questa che molto spesso non accade sull’italico territorio dove viene troppo spesso messa in discussione la parola del Regolatore – se non addirittura il suo ruolo – con una serie di attacchi a volte sistematici provenienti… da ogni dove.

Quando in realtà si tratta di un organo meramente tecnico che ha assunto il compito di attuare le disposizioni legislative emanate dal Governo e dal Parlamento e di farle rispettare controllando l’attività degli operatori del settore.