Edizione di mercoledì 19 settembre 2018 | Notizie Fan - Redazione - Contatti - Note legali

Terrorismo: espulsa una marocchina a Perugia, si stava radicalizzando per lo Stato Islamico

Il ministero dell’Interno ha annunciato di aver espulso dal suolo nazionale una colf marocchina di 44 anni, residente a Perugia, risultata dopo approfondite indagini dedita alla radicalizzazione autonoma per l’Isis. Gli investigatori non escludono che la donna avrebbe potuto agire un domani

Terrorismo: espulsa una marocchina a Perugia, si stava radicalizzando per lo Stato Islamico

Si stava gradualmente avvicinando all’ideologia dello Stato Islamico e un domani avrebbe anche potuto compiere attentati da lupo solitario: con queste motivazioni il ministero dell’Interno ha emesso un decreto di espulsione nei confronti di una donna marocchina di 44 anni, residente a Perugia e impiegata come colf, a seguito di un’indagine della Digos del capoluogo umbro. La marocchina è già stata rimpatriata con un volo da Fiumicino a Casablanca. Regolarmente residente a Perugia da anni, dove lavorava come donna delle pulizie per tre ignare famiglie perugine, è stata scovata dopo un’indagine su Internet che ha permesso di scoprire come da poco si fosse avvicinata al radicalismo islamico; apparentemente riservata e irreprensibile, in realtà la donna stava imparando da autodidatta, visionando anche diversi video su come costruire ordigni rudimentali oppure di violenze perpetrate dallo Stato islamico contro i “miscredenti”, ma anche sui bambini. Infine, inneggiava all’Isis apertamente sul suo profilo Facebook, promettendo che avrebbe fatto anche qualcosa. A Perugia coabitava con altre due donne straniere, risultate estranee al percorso di radicalizzazione intrapreso dalla marocchina.

Le parole di Alfano
«La donna è stata subito rimpatriata verso il suo Paese – ha dichiarato il ministro dell’Interno Angelino Alfano – aveva ormai manifestato segnali di radicalizzazione religiosa, dichiarando la propria aperta vicinanza allo Stato Islamico e pubblicando contenuti su Facebook tali da determinare il blocco del suo profilo. Per noi la prevenzione è determinante; la donna aveva sposato la causa della Jihad contro i miscredenti e i nemici dell’Isis ed aveva inoltre commentato su Facebook un post che inneggiava alla Jihad scrivendo “Amen, lo spero anche per me”». Con quest’ultima espulsione sale a 116 il numero di individui rimpatriati a partire dall’inizio del 2015.