Edizione di mercoledì 19 settembre 2018 | Notizie Fan - Redazione - Contatti - Note legali

Nirvana: venticinque anni fa usciva l’album “Nevermind” che cambiò la scena musicale

Venticinque anni fa, uscì un album importante per la scena musicale, che se proprio non rivoluzionò il rock poco ci mancava: “Nevermind”, il secondo album dei Nirvana ma primo per importanza, uscì il 24 settembre 1991 portando una ventata d’aria nuova sul panorama del rock

Nirvana: venticinque anni fa usciva l'album "Nevermind" che cambiò la scena musicale

Il 24 settembre 1991 nei negozi musicali arrivò un album che, nel bene o nel male, portò una ventata d’aria fresca al rock d’allora, ancora troppo condizionato dal pop del decennio precedente: “Nevermind”, il secondo album dei Nirvana (ma primo per importanza), uscì e permise alla giovanissima band composta da Kurt Cobain, Dave Grohl e Krist Novoselic di uscire dalla fama ed entrare nella leggenda. Certo, ci mise un bel po’ a scalare le classifiche, che dipendevano troppo dal pop alla Michael Jackson e dalla musica dance estiva, ma quando ci riuscì (pur senza raggiungere il primo posto) si prese la soddisfazione di scalzare, negli Usa, il brano “Dangerous” di sua Maestà Jacko. In breve tempo vendette migliaia di copie, mentre a tutt’oggi siamo a quota 30 milioni di dischi venduti, spinti in pole position anche dalla triste fine di Cobain e dal mito (francamente fastidioso) del bel giovanotto tormentato. Ancora oggi, ci si dibatte per capire cosa quell’album abbia rappresentato e se sia stato davvero importante.

Il significato
Innanzitutto, va riconosciuto a “Nevermind” il merito di aver profuso una nuova linfa vitale al rock, all’epoca entrato in una fase piuttosto stagnante, e di averlo spinto verso altre direzioni, nello specifico caso dei Nirvana il grunge. C’è chi però, esperto conoscitore dell’underground musicale, sostiene che i Nirvana, in realtà, non abbiano aggiunto nulla, dato che c’erano già a fine anni Ottanta delle band che producevano musica simile, ma solo di aver avuto una grande fortuna. E forse, a distanza di anni, potrebbe essere stato davvero così; ma “Nevermind”, come album in sè, è favoloso. Canzoni come “Smells like teen spirit”, “Come as you are” o “Lithium” sono diventate brani cantatissimi, oggetto di innumerevoli cover.

E’ stato anche il primo caso di mainstream che si congiunge con l’underground (o forse, per i detrattori, è stato il mainstream che ha addomesticato l’underground perchè non aveva più grandi idee) e, in definitiva, ha avuto un altro grande merito: in quei tempi di crolli di muri, ideologie e sicurezze, aveva saputo cogliere la rabbia repressa, l’inerzia e lo struggimento interiore di una gioventù che non sapeva più cosa chiedere o non riusciva più a protestare, e se ne era fatto in qualche modo portavoce (e proprio questo voleva esplicare la famosissima copertina dell’album, con il bambino che nuota sotto il pelo dell’acqua inseguendo una banconota attaccata ad un amo).