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Muore l’oncologo Umberto Veronesi, la fondazione: “Giorno tristissimo”

L’illustre oncologo aveva 90 anni e lascia moglie e sei figli. Veronesi aveva incentrato per anni sulla ricerca di prevenzione e cura del cancro al seno. Il dottore è stato anche fondatore della fondazione sua omonima, direttore dell’istituto nazionale dei tumori e ministro della Sanità. Lorenzin: «Grande scienziato»

Muore l'oncologo Umberto Veronesi, la fondazione: "Giorno tristissimo"

Si spento nella sua abitazione di Milano il celebre oncologo Umberto Veronesi. Il luminare della medicina è deceduto durante la giornata dell’8 ottobre all’età di 90 anni. Veronesi, che avrebbe compiuto 91 anni il prossimo 28 novembre, aveva avuto un peggioramento delle sue condizioni di salute nelle scorse settimane ed è morto circondato dai famigliari, la moglie ed i sei figli. Lo stimato oncologo vanta un’immensa carriera: nel 1952, entrò nell’Istituto nazionale tumori come volontario, e nel ’75 ne divenne direttore. Nell’82 ha fondato la scuola europea di oncologia ed è stato anche uno dei fondatori dell’associazione Airc. Inoltre, nel 1991, il dottore fondò l’Istituto europeo di oncologia (Ieo), che ad oggi è divenuto un polo di eccellenza a livello europeo. Infine, ha diretto il dicastero della sanità, incaricato come Ministro, dal 25 aprile 2000 all’11 giugno 2001 nel Governo Amato II. Il dottore, famoso in tutto il mondo per le sue ricerche mediche, ha passato anni ed anni sulla ricerca per la prevenzione e cura del cancro, soprattutto a riguardo del carcinoma mammario, che è ad oggi la prima causa di morte per tumore nel sesso femminile.

I messaggi di cordoglio
Oltre ai suoi celebri incarichi, Umberto Veronesi era un uomo libero e grande sostenitore dei diritti civili. In passato è stato protagonista di campagne sociali che scatenarono polemiche: era divenuta famosa la sua posizione a favore dell’eutanasia o della depenalizzazione e legalizzazione delle droghe nel 1995 per l’uso terapeutico della canapa. Il dottore lottava contro la sofferenza fisica e psichica del malato, sebbene in molte interviste, ha spesso ribadito di non aver paura della morte. Proprio per la sua grande dedizione verso il prossimo, verso gli ammalati e verso le sue ricerche, in molti sono commossi dalla grave perdita. Dapprima la Fondazione Veronesi, ha twittato: «“Credere nella scienza significa credere nel futuro”. Oggi per noi è un giorno tristissimo, grazie per i tuoi insegnamenti». Pier Giuseppe Torrani, presidente Airc e Firc, ricorda l’oncologo: «Umberto Veronesi faceva parte di una generazione di medici che hanno fatto la storia della medicina in Italia e che sono cresciuti all’interno dell’Istituto Tumori di Milano, il primo luogo di cura che ha approcciato la malattia oncologica con l’occhio della modernità. Tutti i malati oncologici, e Airc in particolare, devono molto alla sua lungimiranza di medico e scienziato e alla sua instancabile tenacia nel perseguire l’obiettivo di terapie più umane, efficaci e accessibili a tutti», ha concluso.

L’Airc, ha diffuso in una nota: «Fin dalle prime campagne di informazione e di raccolte fondi Veronesi è stato il portavoce di Airc sui media e presso le istituzioni. Fu sua l’idea di riunire la borghesia industriale milanese, i suoi amici personali e i suoi contatti di figura pubblica intorno a una causa che interessava tutti: Airc è nata così, con l’appoggio affettivo e fattivo della parte più produttiva di Milano». Anche il premier Matteo Renzi, in visita a La Spezia, ha ricordato il dottore: «Era un sostenitore del referendum, ma soprattutto un grande medico, continueremo la sua opera».

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha scritto un breve tweet: «Addio a Umberto Veronesi, grande scienziato uomo di valore, che ha insegnato alle donne come vincere e difendersi dal cancro. Un abbraccio affettuoso ai suoi cari». Ed il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, scrive: «Umberto Veronesi è stato da milanese vero uno dei protagonisti della storia di Milano. Egli ha unito alle sue qualità di medico e di scienziato di fama mondiale una forte e decisa passione civica e politica. Milano e l’Italia piangono in lui la figura di un vero laico capace di costruire istituzioni che hanno alleviato il percorso della malattia di migliaia di persone. A tutti continuare la sua strada nel dialogo e nel rispetto delle idee di tutti».

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