Edizione di venerdì 20 aprile 2018 | Notizie Fan - Redazione - Contatti - Note legali

Libia, Cacace e Calonego liberati: erano ostaggi di un gruppo di criminali

I due tecnici italiani, Bruno Cacace e Danilo Calonego, sono stati liberati da un blitz delle forze di sicurezza del Consiglio presidenziale della Libia. Con loro liberato anche l’ostaggio canadese Frank Poccia. Già tornati in Italia. Renzi: «Sollievo e gioia». Famigliari in attesa di poterli riabbracciare

Libia, Cacace e Calonego liberati: erano ostaggi di un gruppo di criminali

Sono stati finalmente liberati i due tecnici italiani rapiti in Libia Bruno Cacace, 56enne residente a Borgo San Dalmazzo (Cuneo), e Danilo Calonego, 66enne della provincia di Belluno. La notizia è stata riportata da alcuni media libici durante la giornata del 5 novembre ed è stata confermata dalla stessa Farnesina. I due, secondo quanto si apprende, sarebbero stati liberati durante la notte del 4 novembre grazie ad un blitz dalle forze di sicurezza del Consiglio presidenziale della Libia, secondo quanto riferito anche da una fonte della sicurezza libica di alto livello. La liberazione degli ostaggi sarebbe avvenuta a 300 chilometri dal luogo dov’erano stati sequestrati lo scorso 19 settembre a Ghat, oasi al confine con l’Algeria. Assieme ad un terzo ostaggio canadese, erano stati rapiti nei pressi del cantiere dove lavoravano quando un gruppo armato aveva bloccato il mezzo sul quale viaggiavano. Una volta liberati, hanno subito fatto rientro nel Bel Paese, con un volo apposito. È stato il pm Sergio Colaiocco, titolare dell’inchiesta aperta per sequestro di persona con finalità di terrorismo, ad interrogare immediatamente i due uomini.

Le famiglie in attesa per riabbracciare i loro cari
Calonego e Cacace hanno spiegato di non aver subito violenze e risultano essere in buona salute. Secondo le prime dichiarazioni, sembra siano stati ostaggio di un gruppo di criminali comuni, lontani da una matrice religiosa. I criminali, infatti, bevevano regolarmente alcol e non pregavano, secondo le testimonianze degli italiani, rimasti sempre insieme ad un terzo ostaggio canadese. Con Calonego e Cacace è stato liberato anche il cittadino canadese rapito insieme a loro, Frank Poccia. I tre sono dipendenti di una società di Mondovì, in provincia di Cuneo, la “Con.I.Cons”, che si occupa della cura dell’aeroporto. Ora vige molta gioia tra i parenti degli ex ostaggi: «Finalmente è un buon giorno. So che mio fratello è libero e sono felice. Non l’ho ancora sentito. Aspettiamo tutti il suo ritorno», ha spiegato Daniela Calonego, sorella di Danilo Calonego, avvertita dalla Farnesina della liberazione.

Ancora su “Il Corriere” si legge come anche la madre di Cacace, Maria Margherita Forneris, sia felice: «Ho passato dei giorni infernali, ma ora è tutto passato». Anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha espresso «sollievo e gioia» e manda un «pensiero grato a tutti coloro che hanno lavorato per la loro liberazione, dagli apparati di sicurezza all’ unità di crisi della Farnesina», ma anche «alle autorità e alle forze di sicurezza libiche». Inoltre il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni è stato contattato dal primo ministro libico Fayez Al-Sarraj per condividere la gioia della liberazione di Cacace e Calonego. Il ministro degli Esteri italiano ha anche ricevuto una telefonata dal suo omologo canadese, Ste’phane Dion: Dion ha voluto ringraziare l’Italia, anche a nome del premier Justin Trudeau, per il persistente impegno nel voler riportare a casa anche Poccia.

Lascia un commento