Edizione di domenica 24 giugno 2018 | Notizie Fan - Redazione - Contatti - Note legali

Lettera del piccolo Alex ad Obama: “Porta Omran a casa mia, gli daremo una famiglia”

Un bimbo di sei anni ha scritto al presidente degli Stati Uniti chiedendogli di poter “adottare” Omran, il piccolo siriano estratto vivo dalle macerie e diventato simbolo della guerra in Siria: «Gli daremo noi una famiglia e lui sarà nostro fratello». Obama: «Immaginate come sarebbe bello il mondo se tutti fossimo un po’ di più come lui»

Lettera del piccolo Alex ad Obama: "Porta Omran a casa mia, gli daremo una famiglia"

«Caro presidente, puoi portare a casa mia Omran, il bambino ferito di Aleppo? Qui da noi avrà una famiglia». È questa la richiesta che il piccolo Alex, un bambino di 6 anni che vive a New York, ha fatto al presidente degli Stati Uniti chiedendogli di poter ‘adottare’ Omran Daqneesh, il piccolo siriano estratto vivo dalle macerie di un bombardamento e diventato uno dei simboli della guerra in Siria. La lettera, che ha ottenuto migliaia di visualizzazioni e condivisioni su Facebook, è stata inviata ad Obama dopo che il piccolo Alex aveva visto il viso insanguinato e stordito del siriano, colpito da un bombardamento ad Aleppo, un’immagine che ha scatenato indignazione in tutto il mondo, diventando un simbolo della guerra in Siria. Il post è stato pubblicato quindi sulla pagina ufficiale della Casa Bianca, accompagnato dal video del bambino, che a soli 6 anni era pronto a fare del bene, chiedendo di accogliere nella propria famiglia Omran, che sarebbe così diventato un compagno di giochi.

«Si ricorda il ragazzo raccolto dall’ambulanza in Siria? – scrive Alex al presidente Obama – per favore, può andare a prenderlo e portarlo a casa nostra. Vi aspettiamo con bandiere, fiori e palloncini. Gli daremo una famiglia e lui sarà nostro fratello». «Dal momento che non porterà giocattoli – si legge ancora nella missiva – Catherine (la sorellina) dividerà con lui il suo grande coniglio bianco a righe blu. E voglio condividere con lui la mia moto, insegnandogli a guidarla».

Il commento di Barack Obama
Dopo aver letto le parole del piccolo Alex il presidente Obama le ha commentate e ricordate al vertice delle nazioni Unite sulla crisi dei rifugiati: «Non ha ancora imparato ad essere cinico, sospettoso o timoroso. Dovremmo tutti essere un po’ di più come lui. Immaginate come sarebbe il mondo. Immaginate la sofferenza che potremmo risparmiare e le vite che si potrebbero salvare».