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Erdogan accusa la Mogherini: “Indagini su mio figlio? Rapporti difficoltosi con l’Italia”

Durante un’intervista rilasciata nei giorni scorsi ad un’emittente televisiva italiana, il presidente turco Erdogan ha spiegato: «Mogherini non è venuta in Turchia». Sul figlio Bilal: «Le indagini su di lui creano rapporti difficoltosi con l’Italia». Matteo Renzi in risposta: «Giudici rispondono alla Costituzione e non al presidente turco»

Erdogan accusa la Mogherini: "Indagini su mio figlio? Rapporti difficoltosi con l'Italia"

Gravi le critiche mosse dal presidente turco Erdogan nei confronti di Federica Mogherini, ministro degli Esteri Ue in un’intervista a “Rai News 24”. Il presidente ha commentato sul ministro: «Se viene bombardato il Parlamento italiano che succede? La Mogherini, che è italiana, come reagisce? Direbbe che hanno fatto bene a bombardarlo? Di essere preoccupato dai processi che seguirebbero?». Segue spiegando: Quando a Parigi muoiono 5-6 persone, Mogherini corre subito in Francia. In Turchia è in corso un golpe contro la democrazia e non è venuto nessuno in visita» e, ad Ankara, durante un discorso tv, Erdogan ha accusato più in generale l’Occidente, che «sostiene il terrorismo e sta dalla parte dei golpisti». Ha aggiunto: «Quelli che avevamo pensato fossero amici stanno invece dalla parte dei golpisti e dei terroristi». Tuttavia, dopo l’intervista al presidente, l’Unione Europea ha provveduto a rispondere tramite un portavoce del Servizio Ue per l’azione esterna che si è dichiarato «sorpreso» dopo le parole del presidente turco Erdogan ed ha aggiunto: «L’Alto rappresentante Mogherini ha chiaramente condannato il tentato colpo di stato. Ha espresso il sostegno per le istituzioni democratiche legittime in Turchia, indicando in particolare il Parlamento. E’ rimasta in contatto con le autorità turche, inclusa la sua conversazione col ministro degli Esteri Cavusoglu», ha affermato il portavoce.

Bilal Erdogan indagato
Sempre durante l’intervista a “RaiNews24”, il capo di Stato turco sposta la sua attenzione sulla vicenda che vede il figlio Bilal indagato dalla magistratura italiana per riciclaggio di denaro e polemicamente afferma come «le autorità italiane dovrebbero occuparsi della mafia, non di mio figlio», specificando come certe indagini «potrebbe mettere in difficoltà nel nostre relazioni con l’Italia». Bilal Erdogan era tornato a Bologna alla fine dell’estate 2015 per completare il dottorato alla “Johns Hopkins University”, iniziato nel 2007. A marzo ha però lasciato l’Italia per imprecisati «motivi di sicurezza». Erdogan ha spiegato: «Dovrebbe tornare a Bologna per terminare il dottorato. In quella città mi chiamano dittatore e fanno cortei per il Pkk. Perché non intervengono? E’ questo lo stato di diritto? Mio figlio è un uomo brillante che viene accusato di riciclaggio di denaro», ha spiegato. Tuttavia, a tali questioni, non si è fatta attendere la risposta di Matteo Renzi, che ha ribadito: «I giudici italiani rispondono alla Costituzione e non al presidente turco. In Italia c’è una magistratura autonoma e indipendente che agisce secondo le leggi e che combatte tutte le forme di illegalità. I giudici rispondono alla Costituzione italiana e non al presidente turco. Chiamiamo questo sistema ‘Stato di diritto’ e ne siamo orgogliosi».