Edizione di venerdì 22 giugno 2018 | Notizie Fan - Redazione - Contatti - Note legali

Diabete, presto pillole di insulina rimpiazzeranno le siringhe: lo studio di ricercatori americani

Uno studio presentato dai ricercatori della Niagara University all’American Chemical Society, si rifà ad una pillola d’insulina sperimentata su animali. La pillola sarà assorbita dallo stomaco grazie ad una copertura di lipidi. Secondo statistiche “Oms” 3% della popolazione mondiale soffre di diabete

Diabete, presto pillole di insulina rimpiazzeranno le siringhe: lo studio di ricercatori americani

Niente più iniezioni di insulina, basterà una pillola. È il risultato di uno studio presentato nei giorni scorsi dai ricercatori della “Niagara University” al congresso dell’”American Chemical Society” a Philadelphia, negli Stati Uniti. Secondo alcuni esperimenti, seppur preliminari condotti su animali che lasciano ben sperare, le siringhe potrebbero esser rimpiazzate tramite delle capsule, semplificando così l’assunzione di insulina per tutte le persone, adulti e giovani, che soffrono di diabete. Oggi, infatti, le punture d’insulina sotto pelle, risultano essere l’unica via per somministrare l’ormone ed il motivo riguarda soprattutto il passaggio delle capsule attraverso lo stomaco: per via dell’ambiente acido dell’apparato digerente, l’ormone viene “distrutto” prima che possa fare effetto. Tuttavia, il problema sarebbe risolvibile grazie al rivestimento che il gruppo di studiosi è riuscito a creare per “coprire” l’insulina. Utilizzando i «colestosomi», particolari particelle lipidiche sviluppati nel loro laboratorio, gli scienziati sono riusciti a ricoprire l’insulina senza alcun ostacolo. Come mostrato da alcuni modelli virtuali, i lipidi, una volta assemblati in sfere, creano particelle neutre resistenti agli attacchi acidi dello stomaco.

I primi test sono positivi
Così, i farmaci, vengono caricati all’interno e le pillole possono passare dallo stomaco senza essere degradati. Quando i colestosomi raggiungono l’intestino, il corpo riesce ad assorbirli senza problemi e le vescicole passano nel flusso sanguigno rilasciando l’ormone dell’insulina. I primi risultati, da esperimenti effettuati su animali da laboratorio, sono stati positivi: il livello d’insulina nel sangue, comprato a quella somministrata con metodo classico, si è dimostrata somigliante. Ora il prossimo passo sarà la sperimentazione su un più ampio numero di animali per poi arrivare, in caso di successo, alla sperimentazione nell’uomo. Un vero progresso per il 3% della popolazione mondiale, secondo le ultime statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che soffre di diabete soprattutto molti giovanissimi: a differenza del diabete di tipo 2, più diffuso e che segue scorretti stili di vita, quello giovanile appartiene alle malattie autoimmuni. Coloro che ne soffrono, passano ad una graduale devastazione dal proprio sistema immunitario e delle cellule del pancreas che producono l’insulina. Ecco perché i degenti sono obbligati, per tutta la vita, ad impegnarsi ad assumere questo ormone per ridurre i livelli di zucchero nel sangue.