Edizione di mercoledì 19 settembre 2018 | Notizie Fan - Redazione - Contatti - Note legali

Danimarca: le case da gioco non risentono del gioco online

Danimarca: le case da gioco non risentono del gioco online

Ogni Paese “è un piccolo mondo a sé” ed, ovviamente, in ogni luogo il gioco d’azzardo ed i casino online vengo vissuti in modo diverso: in alcune parti del Mondo rientra persino nella “normalità quotidiana” e non comporta così tanti “danni collaterali” come si pensa possa fare sull’italico territorio. Probabilmente, viene vissuto “meno in senso politico” e più come intrattenimento e divertimento per l’opinione pubblica o, più facilmente, è normato in modo diverso, forse anche più restrittivo, ma con norme nazionali precise che non lasciano dubbie interpretazioni. Così le imprese che di gioco vivono negli altri Paesi riescono ad organizzare meglio il “loro business” e non sono soggette a tanti alti e bassi come nel nostro e, di conseguenza, hanno un mercato più stabile e persino le Case da Gioco riescono a “fare bei programmi” (al contrario delle nostre case tricolore) ed a contrastare il gioco online che sta naturalmente “mietendo vittime” ovunque, poiché è raggiungibile da qualsiasi posto ed in qualsiasi ora, oltre a non sottostare a regole così ferree come il gioco terrestre. Prendiamo, per fare un esempio, la Danimarca che ha sei Case da Gioco terrestri e quindi “ci assomiglia”: negli ultimi anni non sono state percorse da crisi economiche ed occupazionali come è successo in Italia. Questo stato delle cose è evidenziato dal report dell’European Casino Association che si occupa dell’andamento delle Case da Gioco europee e che ha concentrato la propria attenzione proprio su quelle danesi che si trovano in una leggera crescita delle entrate relativamente allo scorso anno: praticamente 61 milioni di euro rispetto ai 58 del 2015, mentre il numero dei visitatori è calato, ma non di molto. I casinò non hanno risentito granché, in ogni caso, della introduzione delle scommesse sportive e dei casinò games online il cui sistema di licenze è divenuto effettivo nel 2012.

Anche in Danimarca, come nel nostro Paese, i requisiti e le regole per la registrazione dei clienti e l’archiviazione dei dati sono sottoposti a normative stringenti e devono essere conservati per un quinquennio. Anche i dipendenti delle sei Case da Gioco sono sottoposti a restrizioni e non possono giocare nelle strutture delle proprietà. In Danimarca, con l’avvento del gioco online, è stato introdotto anche il registro dei giocatori che si sono esclusi volontariamente e che interessa, quindi, anche i casinò terrestri dall’autunno dello scorso anno.

I giocatori “cosiddetti a rischio” possono registrarsi automaticamente ed iscriversi e la loro esclusione ha una durata di cinque anni, poi va a scadere e gli operatori del gioco online sono obbligati a verificare se i clienti che richiedono il loro intervento siano o meno iscritti al registro degli auto-esclusi: non bisogna dimenticare che è anche possibile una esclusione temporanea, ma per un periodo non inferiore ad un anno.

Da questo report si può, quindi, dedurre che lo stato economico delle sei Case da Gioco danesi è sufficientemente soddisfacente, considerando che senza dubbio il gioco online ha sottratto parecchio mercato sia per la sua raggiungibilità “senza fatica e senza costi aggiuntivi” e per l’impiego di danaro nelle partite che si sceglie di affrontare.

Forse in quel Paese il gioco d’azzardo è più bilanciato ed equilibrato o forse, solamente, viene vissuto in modo più “scorrevole” di quanto può essere vissuto nel nostro italico Paese.