Edizione di mercoledì 19 settembre 2018 | Notizie Fan - Redazione - Contatti - Note legali

Cgia Mestre, allarme furti in Italia: il 40% degli autori sono italiani

Rapine nei negozi italiani aumentate del 170% durante gli ultimi 10 anni. Oltre 106mila denunce per furto, le situazioni più critiche sono in Puglia e Campania. Il 77,3% dei furti rimane impunito; il 40% dei rapinatori arrestati sono italiani, il 60% stranieri: il 27,1% è romeno

Cgia Mestre, allarme furti in Italia: il 40% degli autori sono italiani

Aumentati di circa il 170% i furti nei negozi durante gli ultimi 10 anni: arrivando alla cadenza di una rapina ogni 10 minuti. Il preoccupante allarme è stato annunciato dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre che, dopo aver elaborato i dati del “Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza e Istat”, hanno spiegato come sebbene nel complesso i furti siano in diminuzione, sono inversamente proporzionali i furti denunciati che avvengono nei negozi e nelle botteghe artigiane. Le rapine avvenute nelle attività commerciali, rappresentano il 10% circa del totale dei furti denunciati all’Autorità giudiziaria e, negli ultimi 10 anni hanno subito un incremento del 170%. L’associazione di Mestre ha spiegato la situazione in un articolo pubblicato sul sito dell’associazione datato 27 agosto: «Nel 2014, ultimo anno in cui sono disponibili le statistiche, le denunce hanno sfiorato le 106.500 unità: tra furti e spaccate è stato calcolato che si sono verificati mediamente 292 reati di questo tipo al giorno; 12 ogni ora, praticamente uno ogni 5 minuti. E non è da escludere che negli ultimi 20 mesi la situazione sia peggiorata ulteriormente».

Campania, regione con più furti
Nel pezzo si riporta come solo nel 2004, il numero di furti presso le attività commerciali/artigianali «è stato di poco superiore alle 39.300 unità»; ma, nel 2007, ha toccato «il picco massimo di questo ultimo decennio: 107.465». Mentre, tra il 2008 e il 2009, le denunce registrate sono calate di pochissimo, nonostante nel 2010 i furti abbiano ricominciato ad aumentare «fermandosi, nel 2014, a quota 106.457». Per quanto riguarda i territori le situazioni più critiche sono in Basilicata, in cui l’81,4% delle rapine è rimasto insoluto; le Marche con l’81,7%; la Puglia, con 82,6%, e la Campania che riporta l’85,9%. Le attività più “a rischio”, nonché le più predilette, sono quelle che «utilizzano pagamenti in contanti» tra cui i distributori di carburante, le farmacie e esercizi pubblici come bar, ristoranti, sale giochi, e simili.

Rapinatori: il 40% è italiano
Tuttavia, nonostante la prevenzione e il contrasto che le Forze dell’ordine conducono su tutta la Penisola, la Cgia segnala come il «77,3% dei furti nei negozi rimane impunito»: dunque, durante l’anno, «solo nel 22,7% dei casi denunciati i responsabili vengono consegnati all’Autorità guidiziaria». La Cgia, continua spiegando, come nel 2014 gli autori di furti presso gli esercizi commerciali/artigianali denunciati/arrestati, sono stati poco più di 36.700: «Di questi, il 62,7% erano maschi e il restante 37,3 % erano donne». Sulla cittadinanza e provenienza degli arrestati, dei 36.700 il 40% circa di nazionalità italiana ma il 60% degli arrestati è straniero: «Tra i 36.700 richiamati più sopra, oltre il 60% degli arrestati era straniero e “solo” il 40 per cento circa di nazionalità italiana. Tra gli stranieri che sono stati catturati dalle forze dell’ordine poco più di uno su 4 era di nazionalità romena (9.956 persone pari al 27,1% del totale degli arrestati nel 2014). Seguono i marocchini (2.291 persone pari al 6,2% del totale) e gli albanesi (1.133 persone pari al 3,1% del totale)». Come riportato dallo stesso articolo, il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo ha disposto: «L’impiego sempre più massiccio dei sistemi di videosorveglianza, delle inferriate, delle porte blindate, degli impianti di antifurto e il ricorso agli istituti di vigilanza hanno trasformato moltissime attività economiche in piccoli bunker. Nonostante ciò, le statistiche ci dicono che le attività di prevenzione e di contrasto ai furti non sono riuscite a scoraggiare i malintenzionati. Anzi».