Edizione di mercoledì 19 settembre 2018 | Notizie Fan - Redazione - Contatti - Note legali

Catania, migranti egiziani aggrediti brutalmente: sedicenne in gravi condizioni

Agguato nel catanese. Nel mirino degli aggressori giovani migranti egiziani che stavano rientrando nel centro di accoglienza. Sono stati circondati e colpiti ferocemente con calci, pugni e mazze da baseball. Il più giovane lotta tra la vita e la morte

Catania, migranti egiziani aggrediti brutalmente: sedicenne in gravi condizioni

È accaduto tra San Cono e San Michele di Ganzaria. Giovani migranti di origini egiziane, stavano facendo rientro al centro di accoglienza. Lungo la strada di ritorno, i fratelli Giacomo e Davide Severo, di 32 e 23 anni, con altri complici, gli hanno teso una vera e propria trappola. Dopo averli bloccati con la macchina, li hanno circondati e hanno dato il via ad un violentissimo pestaggio di gruppo. Li hanno colpiti ripetutamente con calci, pugni e mazze da baseball. Si sono accaniti, in particolar modo, su uno di loro, un sedicenne, M. M. L’hanno colpito ripetutamente alla testa causandogli una frattura alla teca cranica. «È in grave pericolo di vita», hanno spiegato i medici del reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi Nesima di Catania. Ad incastrare gli aggressori un video girato da una delle vittime. Uno dei migranti con il suo cellulare è riuscito ad attivare la fotocamera, bloccando in un breve filmato le immagini del pestaggio.

Futili motivi ma non è esclusa la matrice razzista
Dietro la ferocia dell’aggressione probabilmente futili motivi, un diverbio per una pallonata o uno sguardo di troppo. Ma, non si esclude la matrice razzista. Anche se, stando alle immagini del video ripreso dallo smartphone, l’accanimento è avvenuto in particolar modo sul sedicenne che adesso si trova a lottare tra la vita e la morte. Nel filmato militari della zona hanno riconosciuto i due fratelli, e li hanno subito arrestati. Poco dopo è stato identificato il terzo picchiatore, anche lui finito in carcere. Accertamenti sono in corso per identificare altri due complici rimasti sulle due auto in attesa che l’agguato venisse consumato.