Edizione di domenica 24 giugno 2018 | Notizie Fan - Redazione - Contatti - Note legali

Biogas: primo certificato in Europa consegnato in Emilia-Romagna

Primo certificato biogas in Europa ad un’azienda agricola di Correggio, in Emilia-Romagna. In tutta italia ci sono circa 1500 impianti di biogas attivi ed è il terzo in produzione biogas dopo la Cina e la Germania. Gattoni: «Certificazione volontaria che mira a dare dignità a filiera agroindustriale spesso ingiustamente criticata»

Biogas: primo certificato in Europa consegnato in Emilia-Romagna

Presentata e consegnata nel reggiano il 21 settembre la prima certificazione italiana (e in Europa) per gli impianti a biogas in agricoltura. Il marchio “biogasfattobene®”, recentemente reso noto da “Cib” (Consorzio Italiano biogas), raggruppano il 40% del mercato nazionale con 665 affiliati (di cui 545 aziende di tipo agricolo), che riescono a produrre più di 400 Mw di energia dalla digestione anaerobica di biomasse. Il primo impianto biogas certificato è l’azienda agricola “Cat” di Correggio, in provincia di Reggio Emilia, che dopo aver concluso con la coltivazione di barbabietole dall’Ocm zucchero, si è convertita al triticale: un incrocio ottenuto dal frumento e segale, che risulta essere importante come biomassa a scopo energetico. Ad oggi, in Italia, ci sono circa 1500 impianti di biogas attivi ed è il terzo produttore al mondo di biogas, dopo la Cina e la Germania: produce, infatti, 2 miliardi di metri cubi annui di gas naturale equivalente. Il biogas ha un mercato potenzialmente doppio: da qui al 2030, infatti, con lo sviluppo del biometano, si stima che si potrebbe portare la potenza, installata nel Paese, ad 8 miliardi di metri cubi, arrivando a rifornire il 10% della domanda di gas nazionale. Tale progresso creerebbe circa 12mila posti di lavoro: sommariamente la stessa cifra è nata dal 2009 ad oggi con il biogas, in cui sono stati investiti circa 4 miliardi di euro.

Cib: «Filiera agroindustriale ingiustamente criticata»
La conformità al disciplinare è stata valutata da un’altra organizzazione qualificata terza, l’”Enama” (Ente nazionale per la meccanizzazione agricola) e il marchio del biogas valuta il rispetto dell’azienda per l’ambiente; la sicurezza; i processi dal campo all’impianto e le regole di gestione, con lo scopo di favorire le filiere sostenibili, soprattutto quelle che utilizzano sottoprodotti e effluenti zootecnici in logica sinergica e integrata (non alternativa), arrivando all’attività agricola primaria. Come riportato da “Il Sole 24 ore”, Piero Gattoni presidente del Cib, ha spiegato: «Questa è una certificazione volontaria che mira a dare dignità a una filiera agroindustriale spesso ingiustamente criticata e nasce qui in Emilia proprio per l’eccellenza e l’innovazione del territorio nell’agrifood».

Il presidente dell’”Enama”, Massimo Goldoni, ha spiegato: «Sono orgoglioso per tre motivi. La nuova certificazione valorizza la complementarietà al food-feed creando un circolo virtuoso integrato che ruota attorno ai campi e non ai prodotti. Secondo, promuove lo sviluppo sui territori di best practice, attraverso la collaborazione con atenei e centri di ricerca, uscendo dalle logiche dell’agricoltura assistita per creare soluzioni remunerative di mercato. E da qui il terzo motivo di orgoglio, perché il diffondersi di nuove forme varietali spingerà anche lo studio di nuove macchine e attrezzature in agricoltura, un altro comparto in cui l’indole innovativa del made in Italy sa fare la differenza con i competitor».