Edizione di mercoledì 14 novembre 2018 | Notizie Fan - Redazione - Contatti - Note legali

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Alfano boccia la patrimoniale e spara a zero su Di Maio: “E’ solo un coniglio”

Angelino Alfano punta il dito contro Di Maio: «L’Italia ha bisogno di uomini coraggiosi e non di conigli, ricompaia e dica cosa significano coerenza e onestà, non vorrei che facesse rima con viltà»

Alfano boccia la patrimoniale e spara a zero su Di Maio: "E' solo un coniglio"

Alla Camera con Maurizio Lupi e Luigi Casero per presentare le proposte di Ap-Ncd sulla manovra economica che il governo Renzi ai avvia a presentare, Angelino Alfano ha puntato il dito contro il vicepresidente della Camera e membro del Direttorio M5S, Luigi Di Maio, finito al centro della bufera M5S a Roma. «Di Maio quando io sono stato indagato per aver trasferito il prefetto di Enna a Isernia ha detto che mi dovevo dimettere. Lui ha fatto silenzio ed è scappato dalla TV, Di Battista ha annullato il tour: siccome l’Italia ha bisogno di uomini coraggiosi e non di conigli, ricompaiano e dicano cosa significano coerenza e onestà, non vorrei che facesse rima con viltà». «Il M5S – ha precisato Alfano – non ha superato il crash test, non aveva l’air bag e si è andato a schiantare. Ovviamente spero per Roma e per i romani che si concluda bene e che continuino a governare, ma in siciliano si dice: hanno fatto mala figura». Critiche anche sulla patrimoniale: «Se sarà proposta la patrimoniale, la legge di Stabilità non avrà il nostro voto. Lo diciamo prima, patti chiari amicizia lunga. Siamo dalla parte opposta di chi, come il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, la propone».

Il ministro ha ripresentato quindi i tre perni principali su cui è fondata la proposta di Ap-Ncd, ovvero imprese, casa e famiglia: «Siamo nella fase della costruzione di un soggetto politico che rappresenti i moderati italiani. Avanzeremo proposte distinte da quelle del Pd e ovviamente lontanissime da quelle della destra estrema favorevole all’uscita dall’euro. Abbiamo due questioni importanti da affrontare: quella occupazionale e quella salariale, che a loro volta sono all’interno della grande questione dell’impresa senza la quale non c’è lavoro e sviluppo». E ancora: «La forza dell’Italia di fronte al proprio debito pubblico è la ricchezza privata, che si sta svalutando. Dobbiamo fare in modo che il patrimonio immobiliare sia rivalutato, se non riparte la casa avremo un impoverimento degli italiani che si rifletterà anche sui consumi. Dobbiamo dare mano alle famiglie e sul piano fertilità batteremo ancora perché per noi è centrale. Siamo in presenza di un forte aumento della immigrazione e a un calo demografico. Se l’Italia non riprende un trend significativo sarà un paese declinante».